vis stiniva
Europa,  Viaggi

Vis Oasi di Tranquillità e Bellezza in Croazia

Vis (o Lissa) è un’isola dal fascino incontaminato, mantenuto negli anni grazie alla lontananza dalla costa (due ore e mezzo di traghetto!) e quarant’anni di isolamento forzato. Dimenticate quindi la vita mondana dei locali alla moda o dei megahotel, a Vis i turisti sono pochi, le spiagge quasi deserte, il mare cristallino e, ovviamente, il pesce freschissimo.

Arrivare a Vis

Jadrolinija
Foto da Wikipedia

Arrivare a Lissa con l’automobile è facile. Basta prendere uno dei traghetti della solita compagnia Jadrolinija da Spalato. Ci sono tre corse giornaliere di andata e ritorno e, come anticipato, il viaggio dura circa due ore e mezza.

Per i soliti appiedati come il sottoscritto, è possibile raggiungere Vis anche senza auto. Sarà possibile noleggiare scooter, biciclette e piccole automobili nell’ufficio turistico che ha sede proprio di fronte al molo dove attracca il traghetto. Sempre lì, volendo, si possono affittare stanze o appartamenti.

Il paradiso a Lissa

vis
Foto da www.charterworld.com

Con oltre 90 chilometri di vegetazione a piombo sul mare, Vis, a 30 miglia nautiche da Spalato, è una delle cinque mete del Mediterraneo (la prima è Favignana in Sicilia!) segnalate dal quotidiano inglese per vacanze understated, a ritmo lento. Vis, grazie anche ai suoi fondali ricchi del miglior pesce dell’Adriatico (soprattutto aragoste) è stata dichiarata dal WWF “ultimo paradiso naturalistico del Mediterraneo orientale”.

Vis ieri

Abitata fin dal terzo millennio avanti Cristo, l’isola di Vis è stata “fondata” dai Greci per sfruttarne la posizione strategica per il commercio. Le principali città con le quali si commerciava da Lissa sono: Salona (attuale Spalato), Tragurion (attuale Trogir), Lumbarda (isola di Korcula), Epetion (sud di Spalato).

Nel 229 a.C. Issa chiese la protezione di Roma e questa alleanza portò ad un periodo di prosperità. La città assunse il classico aspetto di urbe romana con mura intorno e strade ben organizzate. A giudicare dalla capienza (di oltre 3000 spettatori) del teatro si stima che la popolazione non fosse inferiore ai 15.000 abitanti.

Intorno al XII ed XIII secolo, con l’arrivo dei barbari e il declino economico dell’isola e della Dalmazia, avvenne l’insediamento dei Croati ed il nome dell’isola passò al “croatizzato” Vis, attuale nome.

L’isola conobbe anche il dominio di Venezia quando, nel 1154, la Serenissima stabilì la diocesi Croata di Vis riunendo tutte le isole sotto la amministrazione del Vescovo di Spalato.

Il recente passato

vis
Foto da www.yachtscroatia.hr

Più di seicento anni dopo l’isola “passò di mano” più volte nel giro di pochi anni: nel 1797 Vis passa all’Austria, nel 1805 passa sotto il dominio francese ma nel 1811 la flotta francese viene distrutta e l’isola passa agli inglesi. Questi, infatti, erano consci della grande importanza strategica per il controllo dell’Adriatico e fortificarono la baia di Vis.

Nella seconda guerra mondiale l’isola diventò un rifugio per i partigiani (lo stesso Tito vi rimase ben nascosto) e base per le navi e le forze alleate. Rimase base militare fino al 1989.

Vis oggi

vis
Foto da www.villagg.com

Del periodo militare rimangono tunnel e labirinti sotterranei, grotte e bunker spesso trasformati in cantine per il vino. L’isola è disseminata di testimonianze del passato “italiano”, ne sono un esempio i bellissimi palazzi nobiliari, retaggio della lunga dominazione veneziana, poi diventati residenze estive di letterati croati. Ma tante sono anche le testimonianze del suo passato più antico, con i resti delle terme e di un teatro della romana Lissa.

La città di Lissa, porto principale dell’isola, è formata dall’unione di due centri: Kut, un antico e pittoresco labirinto di vicoli lastricati che si diramano intorno alla chiesa, e Luka, che comprende il porto con la marina. La strada costiera che unisce i due centri è una piacevole passeggiata accompagnata da un panorama incantevole. La passeggiata sul mare è un susseguirsi di ristorantini il cui piatto tipico è, ovviamente, il pesce (freschissimo, alla griglia).

Il turismo

Il turismo di Vis è un turismo “silenzioso”, fatto soprattutto di velisti: sono famiglie con bambini, gruppi di giovani, accomunati dalla passione per il mare, la natura e lo sport. Di conseguenza, sull’isola non ci sono grosse strutture alberghiere, ma un’ampia offerta di stanze private e appartamenti in affitto.

La sera, i turisti animano i baretti e le konoba (trattorie) dove si possono gustare i piatti tipici locali. Non è gente in cerca di divertimento sfrenato, ma soprattutto di pace e serenità. Insomma, niente locali alla moda o discoteche. Gli unici rumori sono la sirena del traghetto che arriva quotidianamente e il rintocco delle campane.


Acque e vini

Acque cristalline e calette sono, per gli amanti del mare (come me), il punto forte dell’isola. Turchesi e deserte, sono quasi sempre raggiungibili solo a piedi o in barca, ne è un esempio la stupenda baia di Stiniva (vedremo più avanti come arrivarci).

Non è da meno il verde con ulivi, fichi e vigne nane, che fruttano le migliori etichette del Paese: il bianco Vugava e il rosso Plavac Mali. Una tradizione millenaria, quella vinicola, come testimonia lo storiografo greco Agatarchide, che ne elogiava il vino già ben oltre duemila anni fa. Il prodotto finale è un tipo di vino molto profumato, simile a quelli siciliani.

Dove andare e cosa vedere

L’isola offre svariati chilometri di sentieri sterrati e panoramici ideali sia per chi volesse esplorare a piedi sia per i mountain biker.

Konoba Kantun

Se vi trovate a Luka, dovete fermarmi a mangiare alla Konoba Kantun (konoba significa cantina ma ormai sono delle trattorie). Il locale ha tavoli lungo il porto e in un giardino interno. Riguardo al menu, non fatevi sfuggire il pesce freschissimo alla griglia!

Komiza

L’isola di Lissa è sempre stata un’isola dei pescatori e vinicoltori. Sul lato occidentale dell’isola sorge Komiza, nei secoli passati famosa in tutti i porti del Mediterraneo per i suoi pescatori molto esperti, anche nel commercio. Oggi, un museo di pesca resta a testimoniare l’importante ruolo della pesca. Komiza resta un vivace villaggio di pescatori ed è collegato a Vis da due strade, una diretta e nuova, l’altra più vecchia ma panoramica: chilometri di curve tra vigneti, campi e piccolissimi borghi.

Baie, spiagge e grotte

Lissa è un’oasi di pace e di tranquillità, immersa in un ambiente naturale intatto, mare limpido e cristallino dai colori intensi che coprono tutte le sfumature di blu possibili e immaginabili. La costa è ricca di anfratti, piccole insenature e calette. L’ideale per esplorarle tutte è noleggiare un gommoncino, ne vale decisamente la pena! Alcune calette, comunque, sono raggiungibili anche in macchina o percorrendo a piedi sentieri spesso sterrati e impervi. Le spiaggette sono per la maggior parte di ghiaia o di sassolini. Solo poche sono di sabbia e quasi tutte sono poco affollate.

Grotta Azzurra e Grotta Verde

blue cave
Foto da www.cvitanic.info

Da Komiza partono le escursioni alle due principali attrazioni naturalistiche di Vis: la Zelena Spilja (Grotta Verde) dell’isola di Ravnik e la Modra Spilja (Grotta Azzurra) dell’isola di Bisevo. In quest’ultima, a determinati orari, il sole che filtra attraverso una fessura crea tra le rocce spettacolari riflessi azzurri. Sicuramente tra le cose da vedere! Potete trovare orari e altre informazioni su Komiza e la Grotta Azzurra qui, mentre per quanto riguarda la Grotta Verde suppongo sia raggiungibile da Teplus che citerò più avanti. Ho letto che entrambe le mete sono raggiungibili in kayak ma non si tratta di fare due pagaiate, sono diverse miglia marine quindi meglio farlo solo se sapete cosa state facendo.

Stoncica, Milna e Zaglav

Da Vis, dirigetevi verso est per andare alla baia di Stoncica. Ci troverete una spiaggia sabbiosa con mare trasparente e poco profondo (e un piccolo ristorante).

Proseguendo verso sud, dopo qualche curva tra i vigneti, si arriva a Milna Beach, una tra le baie preferite da chi arriva con un’imbarcazione. Qui la spiaggia è sabbiosa e ci sono anche moli in roccia e cemento dove sdraiarsi o attraccare la barca. Da Milna Beach c’è anche un breve (ma non brevissimo, circa 500 metri) sentiero che porta a Zaglav, la spiaggia più grande di Vis.

Teplus e Stiniva

teplus
Foto da www.croatia-expert.com

Riprendete l’auto e dirigetevi ora verso Podstražje, poi Rukavac e andate a Teplus (arrivando non lasciarsi ingannare dalle nuove costruzioni, ma proseguire fino al mare). Qual’ora decideste di andarci direttamente da Vis vi aspetta una strada tortuosa tra vigneti, colline, vecchi edifici in pietra e animali al pascolo che conduce verso il centro dell’isola. Lungo questa strada i cartelli indicano la direzione per le spiagge più belle, tutte concentrate a sud. Si tratta di calette a cui si arriva percorrendo sentieri scoscesi e sterrati in mezzo alla macchia, posti che in genere è molto più facile raggiungere in barca che a piedi.

La prima caletta che troverete è, appunto, Teplus, nell’insenatura di Rukavac. Qui, sulle rocce, c’è il ristorante Dalmatino, dall’aspetto esotico, che offre anche un servizio di taxi boat per la baia di Stiniva (che vedete nella foto di copertina), una meraviglia di ciottoli bianchi e mare color smeraldo.

. . .e se ancora non bastasse

Più avanti Srebrena Beach, con rocce d’argento: mare cristallino e i massi piatti per sdraiarsi, a ridosso di una pineta.

Incantevole, e quasi sempre deserta, è Pritiscina, caletta mignon con mare da urlo, rocce rossastre e grotte.

Insomma, in un posto come Vis, potete andare al mare a caso e sarà sempre bellissimo!

Lascia un commento