DMZ Corea del Sud
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Corea del Sud, La DMZ o Zona Smilitarizzata

Sicuramente una delle escursioni più belle della mia breve permanenza in Corea del Sud, la zona smilitarizzata (DMZ, Demilitarized Zone) tra le due coree è un posto unico al mondo per molti motivi.

Breve storia della DMZ

La zona smilitarizzata divide la penisola in Corea del Nord e del Sud. Iniziò come una semplice linea tracciata su una mappa nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale.

In un incontro di strategia inteso a disarmare i giapponesi il più presto possibile, gli Stati Uniti decisero che le truppe sovietiche avrebbero accettato la resa dei giapponesi a nord del 38º parallelo mentre le truppe statunitensi a sud.

Come conseguenza della divisione della penisola, la tensione iniziò a salire fino a sfociare in guerra, la guerra di Corea. Dopo tre anni di terribili combattimenti, il luogo dove vennero deposte le armi fu proprio quella che oggi è la DMZ.

La zona smilitarizzata (DMZ), stabilita secondo i termini dell’accordo di armistizio concluso il 27 luglio 1953, comprende una striscia di terra larga 2 chilometri su entrambi i lati della linea di confine. Fu creata come zona cuscinetto per prevenire ulteriori ostilità fra il Nord e il Sud Corea, e si estende per oltre 250 chilometri, da una costa all’altra.

A sud della zona smilitarizzata venne creata anche la linea di controllo dei civili (Civilian Control Line, variabile da 5 a 20 chilometri di distanza). Questa linea venne creata per impedire che civili sudcoreani prendessero residenza o svolgessero attività commerciali in quest’area.

Nella zona smilitarizzata

Al centro della zona smilitarizzata si trova il villaggio dell’armistizio, Panmunjom. Qui vi è l’area di sicurezza congiunta, controllata da soldati della commissione militare dell’armistizio del Nord e del Sud. All’interno di quest’area si trova la sala delle conferenze della Commissione militare dell’armistizio. La linea di demarcazione che divide in due la Corea passa per il centro di questo edificio. Sul tavolo una fila di microfoni serve come continuazione della linea di confine.

La creazione della DMZ ha fatto sì che si proibisse agli esseri umani di interferire con la natura all’interno di quella zona. O almeno così dovrebbe essere. In realtà sia gli alberi che gli uccelli e gli altri animali che popolano quest’area non sono cresciuti quanto si potrebbe immaginare. Tra le cause la presenza di soldati in numero tale da condizionare l’habitat naturale e le condizioni ambientali.

Per tenere sempre la situazione sotto controllo, ogni anno tutti gli alberi intralcino la vista dell’area vengono regolarmente bruciati tra gennaio e maggio, una classica tattica militare dell’antica Cina.

La zona è inoltre pesantemente minata: si stima che ci siano circa un milione di mine antiuomo nell’area.

L’osservatorio

Lo scenario che si scorge dall’osservatorio rivela la realtà di uno degli ultimi paesi divisi del mondo. Lungo le montagne della regione Gangwon-do corrono barriere di filo spinato.

In una giornata serena si può scorgere in lontananza il monte Geumgangsan, con la più vicina postazione militare nordcoreana ad appena 700 metri di distanza.

Se il tempo non è bello forse non riuscirete a vedere la postazione militare nordcoreana ma potrete comunque vedere qualche installazione e il territorio della Corea del Nord.

I tunnel

Sotto l’osservatorio Eulji si trova un altro punto chiave: il “tunnel sotterraneo numero 4”.

La Corea del Nord nega di aver scavato questi tunnel per scopi militari, dichiarando di aver scavato per estrarre carbone. A supporto di tali affermazioni hanno anche dipinto di nero la roccia all’interno dei tunnel!

Il reale scopo dei militari del Nord era ovviamente costruire degli accessi per intraprendere operazioni nella Corea del Sud. I tunnel fin’ora scoperti sono 4, tutti diretti a Seoul.

Vola subito a Seoul alla scoperta della DMZ e delle sue caratteristiche!

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